Confessione 1000047:
E’ da quando ero alle medie che non mi confesso più con un prete.
Sono credente, ma perchè devo raccontare le mie cose al primo che capita e che non sa nulla di me? Per farmi dare la benedizione ed essere a posto con la coscienza?
Allora tanto vale che mi confesso qui.
Perché confessarsi con un prete qualunque?
8 Risposte finora »
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nana detto,
21 Novembre 2007 @ 20:38
ma infatti…tanto se uno è credente lo sa che il Signore ci ascolta sempre e comunque..quando c’è il pentimento per qualcosa di commesso allora c’è il perdono…io sinceramente mi sono confessata fino a che ho frequentato le elementari..poi ho capito che non aveva alcun senso..poi magari c’è chi ha un buon rapporto col suo prete, e allora ben venga…
Anonimo detto,
27 Novembre 2007 @ 0:49
ma si quante balle ognuno faccia quello che creda.
Anonimo detto,
29 Novembre 2007 @ 19:35
sono daccordo ….se metti il cuore nelle mani di dio son sicura ci aiuterà.Lui ci vuol bene , ci ama. ci perdona.
antonella detto,
1 Dicembre 2007 @ 13:47
io ho 34 anni e per molto tempo pur credente mi sono allontanata dalla chiesa.
un anno fa è morta mia madre e ho sentito il bisogno di riavvicinarmi sia alla messa che alla confessione.certe cose le senti dentro, andare a messa o a confessarsi come un rituale senza credere in quello che stai facendo non ha senso.
comunque sono fortemente convinta che mettere realmente il cuore nelle mani di Dio ci porta a capire e a sentire il bisogno della riconciliazione (termine che mi piace di più di confessione)
casucci stefano detto,
27 Gennaio 2008 @ 16:32
io pensoche se un a persona si confessa con dio diretamente è gia sufficiente
ULD detto,
28 Luglio 2008 @ 12:53
ti posso dire che mi sono convertito a 22 anni grazie ad una confessione.
IO credo che ci sia un’abisso tra chiedere perdono direttamente e attraverso il sacramento. oltretutto davanti ad un uomo riesce meglio perchà ti umili e quindi diventi umile che è condizione necessaria per ottenere il perdono insieme al pentimento.
poi se per ottenere un sacramento il sacerdote non serve bè allora mi posso battezzare sposare da solo o consacrare la comunione a casa senza andare a messa.DIo è Amore e le sue vie che spesso sono difficili e poco chiare hanno sempre come scopo il nostro bene e basta.
I bambini mica capiscono il senso dei no dei genitori….noi siamo uguali.
ti auguro di incontrare un bravo sacerdote che ti faccia sperimentare di nuovo il meraviglioso abbraccio di Gesù
Formatta l’anima che stai meglio
Qui Per Caso detto,
27 Ottobre 2008 @ 20:31
La confessione ti permette di dire a qualcuno di fatti che non puoi tenerti dentro … e giustamente come te hai detto servirà solo a farti stare meglio con la coscenza.Ma se parli da solo (xD sn ateo forse non avrei mai dovuto entrare in sta chat) non riceverai risposta… e detto così non sembra per niente costruttivo
fany detto,
20 Novembre 2008 @ 0:45
prima di tutto vado a riconciliarmi con Cristo, presente in quel sacerdote, in virtù del sacramento ricevuto, poi la validità del sacramento non dipende dalla santità di un sacerdote, ma dalla grazie che esiste in quel sacramento. mi confesso da un uomo che può capire, perchè è uomo come me, poi mi confesso alla luce della parola di Dio, perciò è un confronto, non posso dire che sono più giusto io dell’altro, non posso dire che io sono giusto, e gli altri sono i peccatori, questo sarebbe orgoglio.
mi sembra che nel vangelo tanti abbiano detto abbi pietà di me, e Gesù non è solo passato, facendo finta di non sentire, è intrato in dialogo con queste persone, mi sembra che abbia detto i tuoi peccati sono perdonati vai in pace, parole consegnate agli apostoli nella sera di Pasqua(vedi Giovanni evangelista).
io non mi farei tanti problemi, vado e basta, sicuramente il prete non farà come tanti dei cosidetti amici, che li confidi qualcosa, e il giorno dopo lo sa tutta la piazza.
il problema è se credo in Dio, quello rivelato da Gesù, e non altro, allora vedo in Cristo uno specchio, che riflette i miei lati buoni e meno buoni, mi fa capire dove devo lavorare, e sicuramente il sacerdote ha degli strumenti di conoscenza della parola di Dio, che io non ho e mi può aiutare.
Se sono contro un sacramento, allora non mi posso avvicinare ad un altro, perchè sono tutti collegati.
Poi sono dei doni, e non dei diritti, e mi sembra che anche nella vita normale, se qualcuno mi fa un dono, vuol dire che conto per lui.
Noi contiamo per Cristo, ma lui conta per noi?
Non dice amatemi come io vi ho amato, ma amatevi come io vi ho amato, mi rimanda sempre ad un altro.
Quando vado a fare la comunione non è Cristo che fa comunione con me, ma io con la sua vita, condivido la sua vita, e cerco di plasmare la mia vita sulla sua, condivido il suo perdono lasciato nelle mani dei sacerdoti.
Un sacerdote mi diceva, il Cristo ha lasciato il suo perdono alla miseria umana, perchè l’umanità si purifichi.
Alla messa diciamo: non gurdare ai nostri peccati ma alla fede della tua chiesa, cioè i peccati non sono della chiesa, ma sono nella chiesa, perchè è fatta di uomini, ma ha il potere di perdonarli, attraverso i suoi ministri: hai mai pensato che ogni sacramento che il sacerdote lo celebra lo fa me, per te, e non per se stesso?
Io ho pensato a lungo, al mio cammino di fede, alla Chiesa, e ora mi sento davvero libero, perchè Cristo mi ha aiutato a capire che la vita è un dono ricevuto, che divento dono per gli altri.
Begnini in uno suo spettacolo diceva: L’amore dei miei genitori mi hanno fatto scendere dal cielo, perchè amando io possa tornare più ricco in cielo. E ogni volta che dimentico questa cosa, e come venire meno all’insegnamento di Gesù, se si pensa è stata questa la sua missione.
Lo so che ci sono tante mancanze nella Chiesa, anche tra i dodici c’era Giuda, Gesù non guarda a quello che io sono ma a quello che io possa divenatar, e Giuda ha avuto al sua possibilità.
Questo mi fa capire che qualcuno entra nella chiesa per servire, altri per servirsi, cioè servire la chiesa e stare al servizio degli altri, secondo le tue capacità, servirsi della chiesa, aproffitare degli altri. E questo è un peccato. L’altro non è un rivale, ma uno che cammina accanto a me.